PARROCCHIA

SANTA CROCE

ARTE E SPIRITUALITÀ

La chiesa di Santa Croce presenta una sola navata arricchita da due altari laterali, dedicati uno alla Beata Vergine del Rosario e l’altro alla Natività di Maria. Nonostante nel 1945 siano stati realizzati dei lavori per l’abbassamento del pavimento, la navata non risulta particolarmente alta: questo è comunque un elemento che, insieme alla copertura a capriate, fa della chiesa un luogo di culto caldo ed accogliente.

In passato l’interno dell’edificio era molto diverso, non solo per la presenza di una volta affrescata che celava le capriate poste al di sopra, ma anche per la diversa organizzazione del presbiterio. La sagrestia, infatti, era ricavata dallo spazio che il precedente altare maggiore lasciava dietro di sé. Anche gli altari laterali, inoltre, non sono nati così come li vediamo, poiché possedevano una maggiore sporgenza.

 

L'INTERNO DELLA CHIESA

 

Altare della Beata Vergine del Rosario

 (ne è previsto il restauro a breve)

Al centro dell'altare è raffigurata Maria con Gesù Bambino che porge la corona del Santo Rosario a San Domenico di Guzman e a Santa Caterina da Siena. I due santi si trovano ai piedi della Madonna, inginocchiati in atto di adorazione.

Il Santo Rosario nacque in epoca medievale grazie al grande amore che i fedeli provavano per la Madre di Dio. Secondo una leggenda fu Maria stessa ad indicarne la recita a S. Domenico di Guzman in un’apparizione del 1210: rispondendo alle sue preghiere, infatti, lo indirizzò verso l’utilizzo di quest’arma d’amore per contrastare efficacemente l’eresia albigese, contro cui il predicatore si stava impegnando con le sue orazioni. Non è dunque casuale che nell’altare della chiesa compaiano San Domenico e Santa Caterina da Siena  (una Mantellata domenicana), essendo stati proprio i domenicani a diffondere la pratica del Rosario.

La Beata Vergine del Rosario viene festeggiata il 7 ottobre, in relazione alla battaglia di Lepanto del 1751, che sancì la disfatta della flotta turca. Il papa S. Pio X (anch’egli domenicano) attribuì tale vittoria all’intercessione di Maria ottenuta dal popolo cristiano mediante la recita del Rosario.

 

  Altare di Sant’Anna che fa visita alla Sacra Famiglia

(ne è previsto il restauro a breve)

 

Statua dell’Immacolata Concezione

L’Immacolata, come in altre rappresentazioni, viene raffigurata vestita d’azzurro, con le mani giunte ed in piedi sul Globo, mentre calpesta la testa del serpente. (particolare quest’ultimo che si riferisce alla promessa fatta da Dio ai progenitori riguardante l’avvento di una “Nuova Eva” che avrebbe sconfitto il Nemico - cfr. Gn 3,14-24 -).

La devozione alla Concezione senza macchia di Maria è molto antica, ma è stata proclamata come dogma solo nel 1854 da Pio IX. La Madre di Gesù, per un singolare privilegio (in previsione della nascita di Cristo e dei suoi futuri meriti sulla croce), fu oggetto di una “Redenzione preventiva” che la preservò dal peccato originale. Maria, come le dice l’angelo Gabriele nell’ Annunciazione, è veramente la “piena di grazia” e quindi la tutta Santa, l’unica che può portare in grembo il Figlio di Dio. Riguardo l’Immacolata San Bernardino da Siena affermava: "Or mi di’: che diremo noi del cognoscimento di Maria essendo ripiena di Spirito Santo, essendo nata senza alcun peccato, e così sempre mantenendosi netta e pura, servendo sempre a Dio?".   

 

Statua di San Vincenzo Ferrer

(collocata nella nicchia a destra dell'altare della

Beata Vergine del Rosario)

Il San Vincenzo venerato nella chiesa di Santa Croce è l'aragonese Vincenzo Ferrer, sacerdote di spicco dell'Ordine dei Predicatori che vide nella mistica domenicana una strada per raggiungere la Verità e la perfezione, tanto da dedicarvi anche l'importantissimo trattato De vita spirituali. Egli visse, come Santa Caterina da Siena, nel difficile periodo storico dello scisma d'Occidente, iniziato nel 1378. Il coltissimo santo (insegnò teologia e filosofia a Lérida e a Valencia) fu sempre assillato dal problema della pace nella Chiesa: si impegnò a realizzarla non solo dall'alto (si pensi a quando annunciò all'irremovibile Benedetto XIII, di cui era confessore, che il popolo d'Aragona non lo riconosceva più come papa), ma anche dal basso, cercando sempre di mantenere l'unità dei fedeli mentre le gerarchie si combattevano. San Vincenzo Ferrer è anche famoso per i suoi sermoni sul Giudizio Universale (per i quali gli fu attribuito il titolo di angelo dell’apocalisse), caratterizzati da una grande tensione emotiva. L'instancabile predicatore fu colto dalla morte nel 1419, durante l'ennesimo suo viaggio.  

La statua  della chiesa di Santa Croce raffigura san Vincenzo nelle tipiche vesti domenicane (tonaca e scapolare bianchi, cappa e cappuccio neri), con l’indice della mano destra alzato in segno di ammonimento e la Bibbia aperta (sorretta dalla mano sinistra) in cui compare l’esortazione Timete Deum et date illi honorem et gloriam (Temete Dio e date a Lui onore e gloria).  Altri elementi della statua che contribuiscono a definire la personalità e le virtù del santo sono le ali con cui viene raffigurato anche in molti altri casi e la tromba sorretta dal putto: essi ci ribadiscono l’immagine di San Vincenzo come angelo dell’apocalisse in riferimento  al suo impegno nella predicazione sul destino umano.

  

Statua dell’Addolorata

(attualmente collocata su una colonna a sinistra dell'altar maggiore)

La Vergine appare con le mani giunte e lo sguardo rivolto verso l’alto, ad indicare una preghiera intima e  accorata rivolta al Signore.

  

   Statua del Sacro Cuore di Gesù

(attualmente collocata su una colonna a destra dell'altar maggiore)

  La bellissima statua, rappresentante il Redentore in atto benedicente, fa riferimento alla devozione diffusasi a seguito delle  apparizioni di Gesù a Santa Margherita Maria Alacoque (1647-1690). Il Sacro Cuore simboleggia l’amore infinito ed imperscrutabile che spinse il Figlio di Dio a farsi uomo e a sacrificarsi in croce per la nostra salvezza. A questa devozione sono legate le 12 promesse relative alla pratica dei primi nove venerdì del mese.

 

“Ogni onore, ogni ossequio, ogni atto di devozione offerto al Divin Cuore, si riferisce veramente e propriamente a Gesù Cristo stesso.”

(Leone XIII, Enc. “Annuum Sacrum”)

 

Statua di Sant’Antonio Abate e statua di San Bernardino da Siena

Il primo Santo è riprodotto con i suoi tipici attributi: il campanello del pellegrino ed il libro delle Sacre Scritture, sovrastato dalla fiamma simbolo dello Spirito Santo. Anche il secondo, rappresentato con l’indice alzato, ha nell’altra  mano il Libro Sacro.

 

Immagine di San Gabriele dell’Addolorata

Nella nostra chiesa è molto profonda la devozione a questo grande Santo passionista, che è riconosciuto patrono d’Abruzzo e di tutti i giovani. Pur essendo morto prematuramente all’età di 24 anni, è stato un meraviglioso esempio di virtù cristiane e di vita gioiosa, oltre che di volenteroso studente. La sua spiritualità, fra l’altro, si è diffusa tra la gente di Santa Croce grazie a numerosi frati passionisti originari proprio del paese.

 

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